Weird.

w e i r d.

A Long Period of Blindness • the second album by Weird. was released 2nd March 2015 on Lady Sometimes Records.

• w h a t •

«Someone lost it. Someone never found it.»

• w h o •

Born in Rome in the second half of 2011, Weird. is the brainchild of Marco Barzetti.

In 2013 he releases “Desert Love For Lonely Graves”, his debut album: seven tracks that slowly flow between reverberate guitars and vocals, autumnal bass and sepulchral drums. A mix of different musical genres, such as shoegaze and psychedelia, that converge beautifully.
The album gets excellent reviews both in Italy and abroad thanks to a remarkably international sound, so Weird. has the chance to open concerts of very well-known acts such as Cosmetic, Be Forest, Soviet Soviet, Girls Names, Disappears.

After several concerts he begins the recording of his second album, ‘A Long Period of Blindness’, whose release was followed by a promotional tour that brought them playing in different clubs throughout Italy, including a tour in Sardinia (hosted also by BalconyTV Sassari) and some of the most notable summer festivals (Rome Brucia, Ephebia, Summer Is Mine, Reset Torino).


• A Long Period of Blindness •

From every point of view ‘A Long Period of Blindness’ is clearly a step forward.
Recorded at home with the technical support of Marco Compagnucci, the sharp and rounded sound helps Marco Barzetti’s musical writing to emerge in all its richness. A blooming writing, still longing to reach a full ripeness, yet firmly capable of melting its own identity to a number of different influences: from the shoegaze of ‘Infinite Decay’ to the dream-pop of ‘Gaze’, from the psychedelic ‘The Circle Is Closed Except Where It Bleeds’ to the far more noisey ‘Swans’.

As already heard in their debut, dense coats of melodies and manifold harmonies get delved again into fuzzy distortions and reverbs, even though the dusky and obsessive atmospheres give way to far more softened and floating ones.
Sound turns into words pushing towards a deep awareness: topics once barely sketched – the quarrel between dream and reality, an inner feeling of unsuitableness, all the pain rising from the permanent lack of contact with others – are now brought to completion.

A Long Period of Blindness • il secondo disco di Weird. è uscito il 2 Marzo 2015 per Lady Sometimes Records.

• c o s a •

«Qualcuno l’ha perso. Qualcuno non l’ha mai trovato.»

• c h i •

Weird. nasce a Roma nella seconda metà del 2011 da un’idea di Marco Barzetti.

Nel 2013 vede la luce “Desert Love for Lonely Graves”, il suo debutto: sette tracce che scorrono lentamente tra chitarre e voci riverberate, basso autunnale e batteria sepolcrale. Un misto di generi musicali disparati, tra cui shoegaze e psichedelia, che convergono perfettamente.
Il disco ottiene ottime recensioni sia in Italia che all’estero e Weird. grazie ad una sonorità marcatamente internazionale ha la possibilità di aprire concerti di gruppi affermati quali Cosmetic, Be Forest, Soviet Soviet, Girls Names, Disappears.

Dopo numerosi concerti Weird. comincia le registrazioni del secondo disco, ‘A Long Period of Blindness’, la cui uscita è stata seguita da un tour promozionale che lo ha portato a suonare in svariati locali in giro per tutta l’Italia, Francia, Svizzera e Austria, compreso un tour in Sardegna (ospiti anche di BalconyTV Sassari) e in alcuni tra i più importanti festival estivi (Roma Brucia, Ephebia, Summer Is Mine, Reset Torino).

• A Long Period of Blindness •

Sotto ogni punto di vista ‘A Long Period of Blindness’ è un netto passo avanti rispetto al precedente debutto.
Registrato a casa grazie al supporto tecnico di Marco Compagnucci, il suono tondo e definito, fa emergere la ricchezza della scrittura di Marco Barzetti. Un scrittura giovane, alla ricerca della maturità, ma pienamente in grado di fondere con intuito e compattezza la propria identità alle numerose influenze: dallo shoegaze di ‘Infinite Decay’ al dream-pop di ‘Gaze’, dalla psichedelia di ‘The Circle Is Closed Except Where It Bleeds’ al noise di ‘Swans’.

Come nel primo lavoro, ritroviamo anche qui armonie dense e strati di melodie immersi nelle distorsioni dei fuzz e nei riverberi, ma le atmosefere una volta oscure ed ossessive lasciano il passo a schiarite più aperte e fluttuanti.
Il suono si fa parola, sospinto verso una piena presa di coscienza: temi che prima erano appena accennati – il conflitto tra sogno e realtà, un profondo senso di inadeguatezza, la costante incomunicabilità con l’altro – vengono portati finalmente a compimento.


• LISTEN •

• WATCH •


«Necessario. Eroico. Sublime.»
Rockit

«8.5/10 • Beautiful in a way an atomic mushroom is beautiful – it provides a breathtaking view»
Arctic Drones

«7,5/10 • Quaranta minuti di un disco che alterna mantra lisergici a luminosi squarci shoegaze. Ascolto consigliatissimo per tutti gli appassionati»
Il Mucchio

«7/10 • Disco di concetto e non un semplice esercizio di stile.»
Rumore

«Beautiful, composed and graceful on the surface, but there is definitely turmoil somewhere, maybe deeply buried, long ago.»
Primal Music Blog

«7.5/10 • Un disco che ci è, ci fa e ci sa: sa quando esplodere, sa quando rallentare, sa quando soffocare e quando ampliare gli spazi.»
Deer Waves

«It’s an ambient rock feast with psych swagger, shoegaze swoon and epic slow burners! The record is highlighted by some monumental tunes, namely ‘Gaze’, ‘The Sound Of Your Heartbreak’ and the single ‘Infinite Decay’.»
Sounds Better With Reverb

«8/10 • I Weird al secondo giro correggono un po’ il tiro presentando un disco di qualità. Ci portano in luoghi che potrebbero essere di tutti o forse di nessuno, ma di sicuro, almeno per 40 minuti, diventano solo nostri.»
Vinylistic

«Un disco ampio e saturo, imbottito di muri di suono. Durante l’ascolto è facile smarrirsi nelle sue atmosfere eteree e abbandonarsi alla foschia del riverbero e del delay, per poi essere risvegliati dai colpi di un rullante distorto.»
Agatha Speaks

«La capacità mostrata dalla band di non appiattirsi su un unico modello passa infatti per un impianto ritmico pronunciato e per una materia sonora granitica»
Music Won’t Save You

«Shoegaze polvilhado de outros docinhos bons»
Bodyspace

«In Infinite Decay, una specie di marcetta militare in rallenty, le improvvise aperture di chitarra lasciano intravedere scenari non previsti. Una canzone forzuta per una band che fa del motto “la potenza è nulla senza controllo” il loro marchio di fabbrica.»
Outsiders

«Weird’s A long period of blindness fits perfectly in with the Shoegazer genre bringing spirited and inspiring composition washing up on hopeful but melancholic shores.»
Fracture Zine

«…un mondo alterato da forze evocative (Infinite Decay), narrazioni sognanti ((Crescendo)) ed immagini di una città di declino (Gaze). A chiudere l’album c’è la splendida Swans, caratterizzata da un post rock nostalgico e crepuscolare.»
Distorsioni

«8.1/10 • Quando ti sembra di averli intrappolati, i tre romani sanno fuggire e cambiare strada, affidando la perdizione alle loro storie e l’imprevedibilità alla loro musica.»
Kalporz

«…una prova ancora più convincente dove suono e suggestione si scontrano in un non-luogo della mente.»
Son of Marketing

«Un disco meravigliosamente cinematico, ripieno di cupi riverberi e pelle d’oca.»
Breakfast Jumpers

«when Weird hit the target, they do so with some style, the restraint of the simmering “Widow” being particularly fine. The final incongruous twenty-four seconds of the dreamy “Infinite Decay” are a joy, and the little burst of falsetto from Marco Barzetti at the conclusion of “Gaze” is a quite lovely touch.»
Step On Magazine

«What makes this an exceptional record is Weird.’s ability to expertly marry the spiky, edgy guitars of modern, mainstream psych with enormous washes of reverb and sombre, introspective vocals. The result is a dark, thoroughly enticing beauty which pulls you in and smothers you slowly in windswept, gothic splendour.»
Echoes and Dust

«Siamo poi ad uno degli episodi ‘perfetti’: spiace doversi ripetere, ma la chitarra di “The Sound of Your Heartbreak” è di una grandezza quasi ultraterrena e l’atmosfera del brano è pervasa di una tristezza che scintilla comunque di stelle»
Ver Sacrum

«8/10 • Salite sulla mongolfiera della Lady Sometimes Records e lasciatevi accompagnare, insieme agli Weird., in un viaggio indimenticabile…»
Estatica