Human Colonies

h u m a n   c o l o n i e s

Big Domino Vortex • the second EP by Human Colonies, was released 27th January 2017 on Lady Sometimes Records & MiaCameretta Records.

• w h a t •

«Such beauty that for a minute
death and ambition, even love,
doesn’t enter into this.»

– Raymond Carver, Happiness

• w h o •

Formed in 2013 between Florence and Bologna by Giuseppe Mazzoni and Sara Telesca, Human Colonies are a shoegaze/noisepop band now based among the mountains of Dosso del Liri [North of Italy]

Since the very beginning they played with distorted/shoegazey sounds and post-punkesque lyrics, resulting in a s/t short demo [2013] and a following self-produced debut EP named ‘Calvary’ [2015].
After performing several live gigs throughout Italy, they started having rehearsals again, until a bunch of new songs were ready enough to be recorded. They opted for the cult VDSS Recording Studio run by noise-pop maven Filippo Strang who supervised the whole recording process and worked hard on the mixes to achieve a pure, deep lo-fi sound. That’s how Big Domino Vortex arose.

• Big Domino Vortex •

It’s a journey back to 90s indie dirty sounds filled with drowned lyrics about a surreal and metropolitan world. Geometrical bass lines drift along fuzzy guitars and feedbacks, bumping into melody-laden ethereal vocals [Big Domino Vortex, Sirio, Mondrian, Kleio] while a rather post-rock cosmic approach shapes the instrumental Vesuvius and the charming loudness of the final track Psychowash.

Big Domino Vortex • il secondo EP degli Human Colonies, è uscito il 27 Gennaio 2017 per Lady Sometimes Records & MiaCameretta Records.

• c o s a •

«Una tale bellezza che per un minuto
la morte e l’ambizione, perfino l’amore,
non riesce ad intaccarla.»

– Raymond Carver, Felicità

• c h i •

Formati nel 2013, tra Firenze e Bologna da Giuseppe Mazzoni e Chiara Telesca, gli Human Colonies sono una band shoegaze/noisepop, attualmente di base tra le montagne di Dosso del Liri [Sondrio]. 

Sin dall’inizio le loro canzoni si sono caratterizzate per l’uso costante di distorsioni assieme ad un’attitudine post-punk, che hanno portato alla registrazione di un breve demo omonimo [2013], seguito poi da un EP autoprodotto, [Calvary, 2015].
Dopo numerosi concerti in tutta Italia ed il trasferimento in mezzo alla natura, una manciata di nuove canzoni era pronta per essere registrata. Intenzionati a tirare fuori il loro lato ‘sporco’, la band ha scelto il VDSS Recording Studio, un santuario per tutti gli amanti del noise-pop, e sotto la supervisione artistica di Filippo Strang, hanno lavorato con fatica per trovare l’equilibrio perfetto tra noise e melodia, ricercando un suono lo-fi puro ed intenso. Così è nato Big Domino Vortex.

• Big Domino Vortex •

Un vero viaggio nel passato, un ritorno ai suoni sporchi dell’indie anni ’90, pervasi da melodie vocali appena percepibili, che narrano di un mondo metropolitano e surreale. Il basso geometrico accompagna le chitarre fuzzose ed i feedbacks, rimbalzando sulla fragilità delle melodie vocali [Big Domino Vortex, Sirio, Mondrian, Kleio].
Un approccio più cosmico e post-rock modella invece la strumentale Vesuvius e la tanto affascinante quanto assordante traccia finale Psychowash.


 

«Un affresco convincente in salsa 90s, figlio di una striscia temporale asimmetrica
ed assorbita da suoni distorti  che qui sanno ben districarsi tra geometrie vagamente pop
utili a stemperare atmosfere grumose e tendenti al grigio.»
SentireAscoltare

«Dove prima i contorni non erano definiti a dovere, oggi si ha una linea curata ed evidente,
come nei migliori manga d’altronde.»
Rockit

«“Psychowash”, una chiusura che ci ricorda come tutto sia debitore di tutto.
Come, ad esempio, i Novanta dei Settanta. E se la qualità è questa, va più che bene così. Bravi.»
Rockol

«Un lavoro coraggioso e intenso, raccomandato senza riserve (soprattutto) agli appassionati dello shoegaze.»
Distorsioni

«Sei canzoni che sono in bilico perennemente con la caduta e la rinascita, la quiete e la tempesta,
mescolando un grunge primitivo con la post new wave.»
Indiepercui

«7/10. Tutto come se Kevin Shields fosse in studio con la band. Si chiude in una pioggia di feedback, a rinnovare quell’interesse per gli anni 90 che non si sopisce, neppure fra i giovanissimi.»
Ondarock